Disinteressato

Kindle, Kindle delle mie brame

L’ultimo tassello del puzzle per arrivare a semplificare il più possibile la mia vita informatica è stato il ritorno all’utilizzo di un Kindle per le mie letture. Un gentile regalo di mia moglie, dato che l’aveva acquistato anni fa e non l’aveva praticamente mai utilizzato: preferisce di gran lunga i classici libri cartacei.

Negli ultimi anni avevo usato un PocketBook Basic Lux, acquistato essenzialmente perché non vincolato a nessuno store online (ricordate le mie fissazioni espresse negli articoli precedenti?) e che devo ammettere ha fatto il suo sporco lavoro: acquistavo in formato ePub dove preferivo (principalmente Bookrepublic), gestivo la mia libreria con Calibre, copiavo i file sul dispositivo e li leggevo. Facile.

Ma anche queste operazioni così semplici erano diventate troppo macchinose per il mio nuovo modo di vedere le cose, quindi cosa poteva capitarmi di meglio che appropriarmi a costo zero di un vecchio, inutilizzato, ma immacolato Kindle Paperwhite di settima generazione?

Qualche ora di un sabato mattina per riorganizzare i miei libri, decidendomi finalmente di eliminarne una ragguardevole quantità, perché, insaziabilmente, ho passato periodi ad accumulare eBook che difficilmente avrei letto (infatti sono rimasti lì per anni) su argomenti discutibili e soprattutto dal contenuto dozzinale e raffazzonato.

Nel frattempo ho guadagnato anche tutte le piccole comodità che offre Amazon: dalla sincronizzazione delle letture alla possibilità di avere la mia libreria online su qualsiasi dispositivo. Non male, anche se dubito possa servirmi, se non in casi che al momento non riesco ad immaginare.

Tutto questo per dire cosa? Che leggo di più e che, come nel caso del passaggio ad un Mac, mi godo maggiormente il dispositivo. Questo Kindle offre una qualità superiore rispetto al mio vecchio lettore: lo schermo innanzitutto, per l’uniformità dell’illuminazione che, a parità di risoluzione, sembra rendere il testo più definito e la lettura meno stancante per gli occhi e l’ergonomia, che, grazie allo schermo touch, permette di cambiare pagina senza variare l’impugnatura. Tutte banalità, forse il mio vecchio dispositivo era stato ingegnerizzato nella preistoria, ma il miglioramento ottenuto è incredibile.