Disinteressato

La promessa

La promessa di Friedrich Dürrenmatt è un giallo anomalo, particolare, ma soprattutto profondo. Una buona compagnia per passare qualche sera invernale davanti al focolare.

Ci sono due passaggi importanti nel libro, il primo nella parte iniziale:

«Chi è l’assassino?» chiese, con una voce così calma e neutra che il commissario sbigottì. «Lo scoprirò, signora Moser». Allora la donna lo guardò, minacciosa, risoluta. «Lo promette?». «Lo prometto, signora Moser» rispose il commissario, di colpo preso dal desiderio urgente di andare via da quel posto. «Sull’anima sua?». Il commissario rimase turbato. «Sull’anima mia» rispose infine. Che altro poteva fare? «Allora vada» ordinò la donna. «Lei ha giurato sulla sua anima».

Il secondo al termine del libro:

Eppure bisogna ammettere che proprio quest’ultima scena parla a favore di Matthäi, lo mostra nella giusta luce, lo trasforma in un genio, in un uomo che ha intuito così profondamente gli elementi a noi ignoti della realtà da riuscire ad andare oltre le ipotesi e le congetture che ci limitano, fino a giungere in prossimità di quelle leggi cui noi non perveniamo mai: le leggi che regolano lo slancio vitale del mondo. Soltanto in prossimità, beninteso. E proprio perché esiste, malauguratamente, questa orribile scena finale, sorta di emblema dell’imprevedibile, o meglio del caso, la genialità di Matthäi, la sua strategia e le sue azioni risultano a posteriori tanto più dolorose e assurde di quanto non fossero prima, cioè di quando noi della Kasernenstraße lo ritenevamo in errore: niente è più crudele di un genio che inciampa in un’idiozia. Ma in una circostanza del genere tutto dipende da come il genio reagisce alla situazione ridicola in cui è incappato: riesce ad accettarla oppure no? Matthäi non ci riuscì. Voleva che i suoi conti tornassero anche nella realtà. Di conseguenza fu costretto a negare la realtà, e a perdersi nel vuoto.

Di sicuro non può mancare nella libreria degli amanti del genere.